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Igor Biondo

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February 16

Dall'intervista di Alessandro Gilioli al sen. D'Alia pubblicata su "L'Espresso"



A. Gilioli: Io volevo parlare di questo emendamento: innanzitutto, spieghi lo scopo e l'utilità.

D'Alia: L'emendamento introduce l'articolo 50 bis al pacchetto sicurezza, che consente al ministro dell'interno, su comunicazione dell'autorità giudiziaria che procede per delitti di istigazione a delinquere o apologia di reato, attribuisce al ministero dell'interno il potere di disporre che i fornitori di connettività alla rete internet utilizzino gli strumenti di filtraggio nei confronti di quei siti o social network che contenessero, diciamo, dichiarazioni e quant'altro connesse a queste ipotesi di reato.
Cioè, è una norma che serve a cominciare a intervenire nella regolamentazione di internet e questo nasce sostanzialmente dalle vicende che hanno riguardato Facebook, della comparsa su quel social network di gruppi inneggianti a Riina, Provenzano, alle Brigate Rosse eccetera.
E poiché non vi è alcuno strumento, nell'ordinamento, che consenta un intervento immediato qualora ovviamente si ravvisi un'ipotesi di reato, cioè qualora la magistratura stia indagando, il ministro dell'interno interviene con uno strumento di natura squisitamente cautelare che serve ad evitare che vi sia una moltiplicazione di questi siti o di queste manifestazioni illecite sulla rete.
Ovviamente, tutto questo avviene con la possibilità del ricorso all'autorità giudiziaria da parte degli interessati, e comunque attraverso una procedura di natura contraddittoria anche con i gestori dei siti a cui viene notificata una diffida ad oscurare o cancellare quelle parti che sono in contrasto con le posizioni citate.

A. Gilioli: Però, senatore, mi permetta di interromperla. La contestazione che viene fatta è proprio questa: io ho letto bene il suo emendamento, non si parla di cancellare le parti ma di oscurare il sito. Allora si dice: se c'è un gruppo su facebook che incita a Provenzano piuttosto che altre cose, gli effetti del suo emendamento non sarebbero cancellare quella pagina ma oscurare l'intero sito.

D'Alia: Ma mi scusi: se il gestore del sito non si fa carico di cancellare questi soggetti dal sito, è giusto che il sito venga oscurato. Il ministero diffida il gestore, il gestore poi ha due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare dal sito i gruppi oppure non ottemperare. Se non ottempera si rende complice di chi inneggia a Provenzano e Riina quindi è giusto che venga oscurato.

A. Gilioli: All'interno di YouTube, per esempio, ci sono diversi video che potrebbero ricadere, forse, all'interno della tipologia da lei enunciata. Se YouTube non cancella quei video viene oscurato l'intero YouTube?

D'Alia: Secondo me si, certo.

A. Gilioli: Ancora un altro caso...

D'Alia: Le faccio un esempio: se su YouTube esce un video, come è successo e peraltro ci sono state diverse polemiche, in cui quattro ragazzi picchiano un loro coetaneo disabile - peraltro, in questo caso siamo in presenza della rappresentazione di un reato non è che siamo in presenza di una apologia: c'è la diretta o la riproduzione di un film in cui viene commesso un illecito penale - è giusto che un sito lo mantenga? Io credo di no.

A. Gilioli: Un altro caso: c'è una discussione online, nei siti, nei forum. Fra utenti del forum può capitare che ci si insulti o anche che ci si minacci. Lei questo lo ritiene una tipologia...

D'Alia: Se io minaccio qualcuno, lo minaccio nella realtà o su internet sempre un reato è.

A. Gilioli: Le faccio un'altra tipologia: io sono ipoteticamente autore di un blog. All'interno del mio blog qualcuno, tra i commentatori del mio blog, mi insulta, minaccia. Io che sono il blog master e quindi ritengo che sia giusto lasciare aperto il mio blog a ogni voce, comprese quelle che mi minacciano e mi insultano, non tolgo queste voci.
Anche in questo caso si rientra nella tipologia?

D'Alia: Guardi, rientrano tutte quelle ipotesi che sono previste dal codice penale nell'ambito dei delitti di istigazione a delinquere o disobbedire alle leggi. I delitti di apologia di reato, che sono previste dal codice penale o da altre disposizioni. Sono tutte ipotesi che sono ricondotte a fattispecie illecite, che sono già sanzionate nel codice penale e che quindi hanno la necessità di essere sanzionate in tutte le loro manifestazioni. Non è che cambia se io faccio un ciclostile con cui dico che Riina...

A. Gilioli: Scusi senatore, stiamo parlando dei commenti a un blog...

D'Alia: Guardi, i commenti a un blog non è che sono diversi: se in un commento a un blog io dico che le Brigate Rosse hanno fatto bene ad uccidere Moro, questa si chiama apologia di reato. Che io lo faccia sul blog, con un telegramma, su un bigliettino, con un comunicato stampa non cambia: sempre di reato si tratta e va perseguito, e va perseguito colui il quale se ne fa complice pubblicando queste porcherie, ivi compreso se è un gestore di internet tanto per essere chiari.
Io la penso in questo modo.

A. Gilioli: Senta senatore: lei è un frequentatore della rete?

D'Alia: Certo

A. Gilioli: Su facebook ci va?

D'Alia: No, su facebook vado poco perché mi indigna vedere su quel sito che si censurino le mamme che allattano i figli perché si ritiene esteticamente un fatto offensivo, antiestetico e poi si consenta a vari gruppi, ad esempio "Omaggio a Cutolo, chi è parente di pentiti infami e confidenti è pregato di non iscriversi a questo sito dedicato a Cutolo".
Io non ci vado perché questo sito che censura le mamme, come dichiara peraltro correttamente Articolo 21, e consente queste porcherie è un sito indegno, dal mio punto di vista.
Con tutto il rispetto per chi vi accede.

A. Gilioli: Lei è conscio del fatto che se in Italia si chiude YouTube e Facebook siamo peggio della Birmania?

D'Alia: Guardi, io non sono per chiudere né Facebook né YouTube: io sono perché Facebook e YouTube rispettino le vittime di mafia, del terrorismo e degli stupri.

A. Gilioli: E se non le rispettano?

D'Alia: Se non le rispettano non possono avere il rispetto dello Stato.

A. Gilioli: Quindi vanno chiusi.

D'Alia: E' evidente
February 12

Non fai più male

Non fai più male
 
Fuori fa freddo, un freddo di quelli che ti rimane sulla pelle e ti gela pure le ossa.
Fuori fa freddo e guardi la porta chiudersi lentamente, accompagnata dalla mano di una lei. Una lei come tante semplicemente una lei di quelle che dentro questo pub entrano e escono.
- Tocca a te - la voce di Alessandro mi sveglia per un attimo.
Si tocca a me.
La scacchiera di fronte a me è un pò ingiallita, dagli angoli consumati.
I pezzi sono lì. Fermi.
Una mossa potrebbe cambiare la partita.
Cambiare.
Pensi sempre che le cose non cambino, che le persone non cambino, che nella vita non si cambi.
Eccomi qui, nel mio pub di sempre. Insonnia, ultimo pub in fondo a destra della solita piazza Teatro Massimo.
Solo un pò più nuova, solo un pò più pulita, solo con più gente sporca, solo meno mia ...
Anche questo pub è sempre lo stesso. Le facce sono sempre loro.
Eppure qualcosa è cambiato.
La barista, lei è cambiata, ora ha i capelli rossi, un sorriso meno simpatico e una scollatura meno vistosa.
Anche il mio drink è cambiato, niente Jack, non più. Una crema di whiskey con cacao e ghiaccio adesso va meglio.
Meno amaro, meno forte, più me ...
E quando finisce posso sempre concedermi un Gallardo, quando la mia dose di dolcezza è proprio a terra, allora forse uno shortino di quello può ancora salvarmi.
Infine cambia la compagnia ...
Quella cambia sempre ... chissà perchè ma quella è la vera variabile di questo stupido gioco.
Ci porterai amici e nemici, persone a cui vuoi bene e persone che non te ne vorranno mai.
Ci porterai amori, dolori, rimpianti e pianti.
Ci porterai amanti e puttane.
Cambieranno i discorsi, cambieranno i convenevoli ma non cambierai mai tu...
A volte credo di odiarli. Di odiarli tutti.
Credo di odiare quei messaggi che ti mandavano, quel buongiorno che ti rendeva felice per un'intera giornata, quelle parole superflue, quei ti voglio bene che oggi stento a credere.
Nessuno è indispensabile.
Se questo fosse vero allora forse dovrei smetterla di credere in voi, dovrei smetterla di credere nelle vostre parole. Anche voi come quella "lei" siete dei clienti distratti che hanno attraversato quella porta. Siete entrati, avete giocato la vostra partita, bevuto qualcosa, scambiato qualche parola e senza pagare il conto siete usciti.
Ancora, a volte, vi aspetto. Aspetto un vostro sms che mi ricordi che prima o poi quella porta la riaprirete, aspetto che torniate a bere quella birra che abbiamo lasciato in sospeso, aspetto forse le vostre scuse perchè non avete avuto nemmeno il coraggio di fuggire guardandomi in faccia.
Aspetto. Inesorabile l'attesa.
E mentre aspetto che qualcuno attraversi quell'uscio e si sieda al mio tavolo penso che ogni giorno che passa, ogni materia che va via sono già un pò più distante da qui. Più distante da questo pub, da questa città che mi sta sempre più stretta.
 
Do un'occhiata alla scacchiera, afferro il mio shortino, giù tutto in un sorso.
Regina in D4
- Scacco matto Ale, scacco matto... -
 

 

February 02

L'amore e l'amicizia

L'amicizia e l'amore, due sorelle. Di tutte, le prostitute più belle.
Disposte a darsi per pochi sorrisi, per meno dolore, per più apprezzamenti.
Puoi straziarti il cuore per loro, puoi stringerle tra le braccia e crederle tue.
Puoi guardarle negli occhi e pensare che siano per sempre.
Poi potrai amarle, vivere di passione tra le loro gambe, tra sottili sottane dai merletti ricamati.
Potrai assaggiare le loro labbra, vivere del loro profumo e ascoltarne il battito del cuore.
Tu dirai che di romanticismo sei pervaso, loro stringendoti tra le loro gambe diranno che come scopata non c'è male.
Sarai il cliente che mai soddisfatto andrà via, pagando l'amaro conto.
Lo farai ogni sera tornando a casa, ogni mattina svegliandoti, ogni pomeriggio pensandole.
 
Del veleno e della spada vorresti trovare il conforto ma le dolci puttane fan paura anche alla morte.
 
Perchè della morte non ha paura chi la propria vita rischia, la propria vita gioca, chi la propria vita, vive, di sogni.
 
 
 

 

January 31

Progetto

 
I :          Hai testato il progetto con l'immagine di Lena ?
Igor :    Si, più o meno ...
I :          Che vuoldire più o meno ? Perplesso
Igor :    Ho usato l' "originale"
I :          Perplesso ??
Igor :    Questa A bocca aperta
 
 
 
I : Ah .... Sarcastico !!??!
 
January 26

Moonlight - introduzione

 

Moonlight

- Romanzo –

 

 

.Introduzione

 

“Moonlight è il trampolino da cui si tuffa Dio quando gli altri non lo guardano”, così diceva il buon vecchio Mortimer grattandosi la testa calva e sistemandosi sul naso adunco gli occhiali color canna di fucile.

Moonlight è un piccolo paese che sovrasta il mare. Se ne sta lì su quello spuntone di roccia, splendido terrazzo a spiovere sull’oceano.

Al tramonto puoi vedere il sole scendere sotto i tuoi piedi e tuffarsi laggiù, con Dio, in quell’oceano che sembra disegnato.

E puoi stare ore a guardarlo quel mare, dannatamente bello, dannatamente fermo.

A Moonlight fa sempre caldo, quasi come fosse sempre estate, e chi ci vive non se lo ricorda l’inverno, perché forse lì l’inverno non arriva mica, lì a Moonlight.

Qualcuno direbbe che Moonlight è quel paese che i turisti cercano tutta la vita, che quando arrivano si fermano nella piazza principale, accolti dalla piccola chiesa dove padre Paul ogni domenica tiene la solita messa, con la chiesa stracolma di gente che silenziosamente chiede perdono per chissà quali peccati. Rimangono un po’ lì, intontiti, come ubriachi, cercando di rendersi conto di come siano arrivati fin laggiù e poi lo vedono, il mare. Il mare lì a Moonlight non è mica il solito mare.

E ti vien voglia di saltar giù, di tuffarti da lassù. Da quella ringhiera verde arrugginita che costeggia la fine di quel trampolino, tu vedi il mare, così come non l’hai mai visto.

Ma lì, a Moonlight, di turisti non ce ne sono, non ce ne sono mai stati e forse mai ce ne saranno.

Chi ci vive lo fa da sempre, da quando ci è nato,e se gli chiedi del “mondo”,   - Fottuta vacca! - ti risponderebbe il buon vecchio Mortimer grattandosi la testa calva e sistemandosi sul naso adunco gli occhiali color canna di fucile. E’ fatto così il buon vecchio Mortimer.

Lì a Moonlight la gente vive con poco. Il paese è poco più di una piazza, con la sua piccola chiesetta, dove padre Paul ogni giorno accende una candela in ricordo dei defunti, fumandosi una sigaretta. Poco distante dalla chiesa c’è il Municipio, che trovate aperto dal Lunedì al Venerdì mattina dalle 9:00 alle 12:00, ma il Sindaco viene solo dopo le 11:00. Lui dice che ha carte da sbrigare, la moglie dice che non lo vede mai, la gente dice che si scopa la segretaria. Gente strana quella di Moonlight.

Alla destra del Municipio c’è l’ufficio postale, ma quello lo trovate sempre chiuso. Nessuno spedisce niente, lì a Moonlight.

Poi una farmacia, un tabaccaio che vende sigarette solo a padre Paul, l’unico che fuma in paese, e un bar che non vende alcolici perché il signor Jones, il proprietario, è astemio. Gente strana a Moonlight. Al centro della grande piazza una tabella inclinata a destra, indica la fermata di un autobus che la gente non ricorda di aver mai visto arrivare.

In fondo alla strade infine c’è il vecchio teatro,con sopra un grande orologio, cinque minuti avanti a tutti.

Il nome del teatro non si legge più oramai, è stato cancellato dalla salsedine del mare. Dentro le poltrone sono verdi, un verde acceso e sul palco un ragazzino è seduto a gambe incrociate, gli occhi sono dello stesso colore delle poltrone, tra le mani un libro.

Fuori dal teatro, mentre, i bambini si affollano all’uscita della scuola gridando e inseguendosi. Tornano a casa, quelle case basse dalle facciate bianche, un po’ sporche. Le stradine sono strette e tortuose, fatte di pietre marmoree biancastre. Agli incroci, dei lampioni antichi e neri sovrastano, come guardiani di una fioca luce. Ma lì a Moonlight non c’è poi bisogno di luci, perché lì la notte è una pioggia di stelle che vengono giù dal cielo. Ce ne stanno così tante in quel cielo che ti chiedi come facciano a starci tutte, lassù. E la Luna poi. La Luna è lo spettacolo più bello di tutta Moonlight. La vedi gigantesca e sporgendoti dalla ringhiera verde arrugginita, che costeggia la fine di quel trampolino, puoi toccarla, la Luna.